Titolo: La riunione operativa: Città di Fondazione, nasce una rete culturale
Data/e: 28 aprile 2026
Breve descrizione: Anche il MUG MUseo Giannini alla riunione operativa: Città di Fondazione, nasce una rete culturale

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Titolo: La riunione operativa: Città di Fondazione, nasce una rete culturale
Data/e: 28 aprile 2026
Breve descrizione: Anche il MUG MUseo Giannini alla riunione operativa: Città di Fondazione, nasce una rete culturale

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Titolo: mostra Mirco Marcacci
Data/e: 18-28 aprile 2026
Breve descrizione: Dal 18 a 28 aprile 2026, nello Spazio Eventi del MUG Museo Giannini, Latina Via Oberdan 13/a, si terrà la mostra Mirco Marcacci
orari di visita:
dal lunedì a sabato 18.00-20.00
domenica 11.00-13.00 – 16.00-20.00
Inaugurazione 18 aprile 2026 ore 18.30
ingresso libero

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COMUNICATO STAMPA
“Il titolo della mostra è Àncóra. Scritto con entrambi gli accenti: l’àncora come metafora del corpo che ci rilega al mondo delle cose, alla materia, perché ha un peso, perché giace sul fondo; e l’avverbio ancóra, per il mio colpire sempre sullo stesso punto, sullo stesso chiodo, nella mia ricerca della verità attraverso la ripetizione, come un’ossessione”, racconta Mirco Marcacci.
Il lavoro di Marcacci è una lenta, quotidiana riflessione sulla linea di confine tra il soggetto e il mondo, tra il dentro e il fuori, tra il reale e l’immaginario. Confine labile, forse solo immaginato, eppure così essenziale, necessario per ognuno di noi, parlanti il linguaggio della comunità per dare ordine al caos, per dare nomi alle cose, per dire “io” e “tu”.
Ma un artista, ossia colui che cerca una lingua tutta sua, che gli permetta di accedere alle profondità del mondo e di se stesso, con quali parole si esprime? Con quali immagini?
Immagini che “mostrino l’invisibile”, dice Marcacci. Energie, legami tra le cose, innesti, che amplifichino l’abisso dentro cui l’artista deve cadere per capire da dove nascono i suoi interrogativi. Immagini che sono parole pungenti, ché riattivano la vitalità di un mondo cristallizzato nella definizione.
Immagini parlanti che sgorgano dall’oscurità primigenia dell’inconscio, e che, le une dopo le altre, si fanno racconto, nell’insistenza di una ricerca portata avanti attimo dopo attimo, per la durata di un’intera vita. E da quel territorio ancestrale da cui noi tutti veniamo ma che abbiamo dimenticato, l’artista sente di dover tirar fuori, di nuovo, quella materia originaria.
È qui che il confine tra soggetto e mondo può perdere consistenza e aprirsi a nuove dimensioni.
Nello spazio creativo di Mirco Marcacci, il corpo, non più eretto, nervoso e frammentato come un tempo, oggi si manifesta accovacciato, osservato da diverse postazioni, ripreso in svariati frammenti di visioni – prima catturato in una fotografia per poi essere traslato in un dipinto -, quasi appiattito sulla linea orizzontale della terra su cui poggia e con cui sembra fondersi. Diviene groviglio di materia, ma non di forme e superfici, ma di pulsioni e tensioni. E nello sforzo di tenersi presente, questo corpo si trasforma continuamente.
“L’ombra della figura diventa quasi il punto d’unione tra il corpo e lo spazio, e, senza una linea d’orizzonte a dare una dimensione e una posizione, essa si fa porta sull’abisso. E a questo abisso la figura si fonde, abitandolo”, racconta Marcacci. Il corpo cola nella sua ombra, vi si perde, per ascoltare il suono primigenio da cui nascono tutte le cose.
In questi ritratti dell’attimo in cui il corpo sta per inabissarsi, in un tutt’uno con lo spazio, l’epidermide riesce ancora a renderli persone? O, presenze così piene da essere risonanti, resistenti, sono un certo qualcosa che è già qualcos’altro?
In quest’oscurità brulicante della materia (“anche il mio studio è buio, mentre fuori tutto è inondato di luce”, racconta Marcacci), il segreto dell’uomo sta nell’equilibrio tra l’essere un tutto e l’essere un individuo, tra l’essere un’anima e un corpo.
“Qui, adesso. Chissà perché…
In un luogo che potrebbe essere un altro, in un tempo che potrebbe essere un altro. Vicini, ma destinati a restare separati.
I nostri confini fisici…
La nostra coscienza: una postazione nello spazio infinito.
Il nostro corpo: l’àncora nel mondo delle cose”, rimugina Mirco Marcacci.
Titolo: “Art. 127 TER C.P.C., genesi, obiettivi, applicazione”
Data/e: 15 aprile 2026
Breve descrizione: Il 15 aprile 2026, dalle 15.30 alle 18.30, nello Spazio Eventi del MUG Museo Giannini, Latina Via Oberdan 13/a, si terrà l’incontro su “Art. 127 TER C.P.C., genesi, obiettivi, applicazione”. Evento accreditato dal COA di Latina con 3 crediti formativi ordinari

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Titolo: contributi esperti e buone pratiche per il bene comune: “La città pubblica e le biblioteche, come piazze del sapere”
Data/e: 11 aprile 2026
Breve descrizione: L’11 aprile 2026, dalle ore 17.00 alle 19.00, nello Spazio Eventi del MUG Museo Giannini, Latina Via Oberdan 13/a, si terranno contributi esperti e buone pratiche per il bene comune: “La città pubblica e le biblioteche, come piazze del sapere”

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LATINA | Biblioteche e spazi culturali, appuntamento al Museo Giannini sabato 11 aprile
https://www.mondoreale.it/2026/04/latina-biblioteche-e-spazi-culturali-appuntamento-al-museo-giannini-sabato-11-aprile/
La città pubblica, le biblioteche e le piazze del sapere Sabato 11 aprile 2026, dalle ore 17.00 alle 19.00, presso il MUG – Museo Giannini (via Oberdan 13, Latina), l’Associazione di segni e di bagliori promuove un incontro pubblico dedicato al ruolo delle biblioteche nella costruzione della città pubblica. L’iniziativa vedrà la partecipazione, in collegamento da Bologna, di Antonella Agnoli, insieme a Gabriella Tufano, direttrice della Biblioteca universitaria del Polo Pontino della Sapienza, e Libera Marta Pennacchi dell’Archivio di Stato di Latina.
L’incontro si concluderà con la proiezione di un filmato sulla “Biblioteca Stirling”, a cura di Emanuela Gasbarroni, testimonianza di una pagina significativa della storia culturale della città, messa a disposizione da Luigi Giannini. L’appuntamento si inserisce in un percorso che l’associazione porta avanti da oltre due anni sul tema delle biblioteche di nuova concezione e dei centri socioculturali di prossimità, coinvolgendo scuole, insegnanti, associazioni e quartieri. Un lavoro che restituisce l’immagine di una città viva, che si muove, che produce relazioni e iniziative, e che chiede di essere riconosciuta e messa in connessione con le istituzioni. Al centro della riflessione vi è la città pubblica, intesa come insieme di spazi ed edifici destinati alla vita e alle funzioni sociali. In questo quadro, le biblioteche – pubbliche e di iniziativa civica – rappresentano oggi infrastrutture fondamentali: luoghi aperti, accessibili e porosi, capaci non solo di custodire conoscenze, ma di attivare comunità, generare senso e favorire nuove interpretazioni. In un contesto segnato da fragilità diffuse e nuove urgenze educative, l’obiettivo è quello di uscire da una dimensione frammentata e costruire un discorso comune, mettendo in relazione chi ha la responsabilità e la gestione di questi spazi con una società civile attiva e propositiva. L’incontro sarà inoltre arricchito da contributi che intrecciano linguaggi diversi – dall’architettura alla riflessione sociale, fino alla dimensione culturale e narrativa – restituendo complessità e profondità al tema.
Ad accogliere i partecipanti sarà l’installazione di Massimo Palumbo, “Ri_corda / libri, biblioteche e piazze del sapere”, pensata come un piccolo rito di passaggio: un invito a rallentare, sospendere il ritmo quotidiano e predisporre lo sguardo al tema dell’incontro. Dopo l’introduzione di Paolo Costanzo, che richiamerà il percorso già avviato e le prospettive future, sarà proiettato il video “Biblioteche pubbliche. Luoghi di comunità” di Lorenzo Salone, con le voci delle ragazze e dei ragazzi che vivono gli spazi della Biblioteca Manuzio e di Lestrella Pop nel quartiere Q4. Leonardo Majocchi entrerà quindi nel merito del tema “La città pubblica, le biblioteche e i centri socio-culturali di prossimità”, seguito dall’intervento di Laura Savelli, “La città di prossimità e il benessere”, in dialogo con il lavoro di Antonella Agnoli e con le più recenti riflessioni sulla città dei 15 minuti. Un momento più evocativo sarà affidato a Stefania Savelli, con una lettura da La passeggiata di Robert Walser.
Seguiranno gli interventi di Gabriella Tufano, sul ruolo della biblioteca universitaria tra missione accademica e impegno sociale, e di Libera Marta Pennacchi, dedicato alla biblioteca dell’Archivio di Stato come “palazzo della memoria”. Con Gianmarco Proietti emergeranno ulteriori spunti sul futuro della biblioteca a Latina, tra spazi urbani, visione e politiche pubbliche. Prima di concludere la giornata, ovviamente aperta a chi vorrà portare il proprio contributo e prima di proiettare “Prove di Cantiere”, filmato di Emanuela Gasbarroni, quella domenica di giugno del 1996, quando disegnammo a terra, nella vera forma, la pianta del piano terra, della Biblioteca Stirling, Antonella Agnoli rivolgerà agli intervenuti le sue considerazioni sulla giornata e sui temi affrontati.
