Latina oggi 18 settembre 2026

Il dibattito sull’isola pedonale «Centro, serve una visione e non soluzioni tampone» Crisi del commercio e la proposta ASPPI: negozi sfitti, canone concordato come per le case

«UN CENTRO CON TUTTI GLI ATTRATTORI, EVENTI, RASSEGNE, PRESENZA DELL’UNIVERSITÀ E DEI GIOVANI, PARCHEGGI»

Torna a far discutere il destino dell’isola pedonale: a riaccendere il confronto sul centro storico è anche il trasloco della Feltrinelli, che dal 27 settembre 2026lascia la sede di via Diaz per spostarsi in via Cesare Battisti, all’incrocio con corso Matteotti, mentre si moltiplicano le proposte per ridisegnare il cuore della città. Il dibattito si arricchisce di un nuovo intervento, quello dell’ASPPI, l’Associazione Sindacale dei Piccoli Proprietari di La-tina, con il presidente Luigi Ferdinando Giannini.
«Non è solo un problema di Latina» – premette Giannini, componente della Giunta nazionale A-SPPI. Alla base della desertificazione dei centri storici, ma anche delle periferie e dei centri commerciali, c’è un intreccio di con-cause: dalla lunga crisi economica alla pandemia, dal caro-bollette al boom dell’online. «Un fenomeno nazionale che merita riflessione». Giannini cita anche un gesto artistico provocatorio: quello della writer Freak of Nature che nel 2022 a Mestre ha contato 280 negozi sfitti e ne ha dipinti 143 con bambù verdi per dire che «la morte dei luoghi diventa morte umana». Il cuore della proposta ASPPI è però normativo e fiscale.
«Una legge del 1978, che regola gli usi diversi dall’abitativo, ha quasi 50 anni e va rivista», spiega. Tre le richieste: a partire da quella di un canone concordato anche per i negozi. «Mutuare l’esperienza positiva dell’abitativo: agevolazioni fiscali a chi affitta a canoni calmierati. La cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali, introdotta nel 2019 e poi mai riproposta, non ha permesso di va-lutarne gli effetti». Altra proposta quella di più libertà contrattuale su durata, canone, aggiornamento Istat ancora fermo al 75%, indennità di avviamento. «Devono, inoltre – spiega Giannini – essere anche semplificate le procedure finalizzate ai cambi di destinazione da non residenziale a residenziale prendendo atto che, per scelte politiche in alcune città, interi quartieri hanno perso la vocazione commerciale, inoltre, e non ci stancheremo di sottolinearlo, andrebbe considerato imponibile il solo canone riscosso, cosa che pur-troppo non avviene». Si dovrebbe poi cercare di andare incontro a quei proprietari che per anni continuano a pagare un’IMU, i cui va-lori catastali sono alti e non rispondono più alla redditività dell’immobile, valutando una sua riduzione o una sua esenzione in tutti quegli ambiti in cui lo sfitto può essere definito “incolpevole” e, purtroppo, casi ed esempi non mancano. E ancora: tassare solo il canone effettivamente riscosso e semplificare i cambi di destina-zione da commerciale a residenziale dove la vocazione commerciale è ormai persa. Su Latina, però, Giannini invita ad andare oltre le norme nazionali.
Serve superare l’estemporaneità. Non bastano soluzioni transitorie, serve una visione”, dice, pro-muovendo l’incarico appena affidato dall’amministrazione per la rigenerazione del centro storico, la riqualificazione del Mercato

Annonario e gli interventi su via Don Morosini.
Da noi un ragionamento va fatto cercando di andare oltre l’estemporaneità o le soluzioni transitorie per pianificare una fruizione del centro storico che contempli le di-verse esigenze di cui la città ha bisogno direzione che la nostra amministrazione ha intrapreso con il recente incarico per la pianificazione e rigenerazione del centro storico, così come per una riqualificazione del mercato annonario e gli interventi su via don Morosini.
«Occorre partendo dal problema e dalle criticità – spiega Giannini -essere in grado non solo di dare un nuovo assetto al nostro centro storico, se lo si vuole, ma una visione di ciò che deve essere ed essere conseguenti nelle scelte: le iniziative culturali in centro, le iniziative sportive, le rassegne a tema specifico, la presenza dell’università e quindi le esigenze dei tanti giovani che la frequentano, la necessità di parcheggi di prossimità, la richiesta di spazi culturali per incontri e rassegne e altre ancora sono tutte da considerare in un quadro di interventi di riqualificazione e progettazione che possono rappresentare an-che importanti attrattori per la riapertura di attività in centro».
● M.V.